Gertrude Malascarpa

Gertrude Malascarpa, questo il suo nome. Una donnicciola sulla 40ina. Ultima discendente di una generazione di nobili possidenti andati in malora a causa del surriscaldamento globale.

A quel tempo viveva ancora abbarbicata sulla cima di quel monte, tanto famoso da non avere neanche un nome, ex discarica, ora sua dimora, unica residente, faceva provincia a sé.

Passava le sue giornate lambiccandosi in talune attività che le impegnavano la mente. Non avendo mai pensato al pericolo dell’eutrofizzazione dei propri liquidi corporei, si idratava regolarmente abbeverandosi al pozzo che stava sul didietro della sua dimora fatta di pagliericcio marmorizzato, impastato con lo sterco rubato a coleotteri stercorari.

Gertrude si dilettava nella preparazione di dolci, era specializzata nel far buone torte di mele e uvetta, come da ricetta di sua nonna usava la ricotta fresca fresca, insaporita da un pizzico di diossina e Salmonella nell’uovo qb.

Così passava le sue giornate nell’ozio. Spesso, in estate, nelle ore più calde, si rilassava all’ombra di un grosso platano nei pressi di uno stagnetto. Mentre sonnecchiava le faceva piacere sentire sulla pelle le punture dalle moltissime zanzare che ronzavano lì intorno. Per un po’ sopportava il prurito e poi lo placava a furia di unghiate ben assestate.

A dirla tutta, Gertrude aveva maturato una sua propria teoria. Aveva avuto un’intuizione, come quelle che solo le menti più eccelse hanno. La sua idea era quella che le punture di zanzara, in quantità, producono lo stesso effetto benefico dei salassi. Gertrude pensava che oggigiorno, a causa del surriscaldamento globale (sempre lui!), le sanguisugne fossero diventate molto più rare rispetto al passato e la gente per questo si ammalava di più.

Era fiduciosa che nessuno fosse ancora pervenuto a quella soluzione e contava presto di tornar in città a diffondere la sua scoperta…chissà magari le avrebbero dato anche il Nobel, sarebbe diventata ricca e finalmente avrebbe goduto degli sfarzi di cui i suoi avi avevano potuto godere un tempo.

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