Come persi il primo cellulare che persi

Addio cellulare. Son quasi del tutto sicura di sapere come io ti abbia perduto.
…o come tu abbia voluto fuggire dal mio possesso.

Fu di domenica, la scorsa precisamente.
Nel pomeriggio, forse complice la stanchezza o l’abbiocco dopo aver mangiato, lo stupore mi colse facilmente all’entrata di quella benedetta chiesa.
Proprio quel lieve sobbalzo di incredulità che mi colse ti fu fatale.

Fui disorientata infatti d’apprima…e persi poi completamente la bussola credendo (perbacco!) di essere addirittura al Polo Nord.

In quell’ambiente freddo, infatti, un’orda di pinguini mi si palesavano dinanzi.
Stavano tutti rivolti verso la luce dello sfarzoso altare, che in quella fantasia per me era l’aurora boreale.
Probabilmente bastò quel lieve sussulto prima che mi ridestassi per farti cadere dalla tasca aperta del mio zaino.

Ora ti immagino tra le mani amorevoli di qualche beneamata suora Domenicana (ricordiamo che il fatto è successo la domenica) che, forse, prima di posare mano nuda su di te, si sarà servita di una pezzuola per raccoglierti da terra e ti avrà battezzato nell’acqua santa per lavar via, in modo precauzionale, gli eventuali peccati che ti portavi addosso.

Posso solo dire di non aver mai intuito questa tua vocazione e non potevo certo immaginare che la tua aspirazione fosse la vita monacale.
Ora però, in una visione postuma, mi sono chiari molti dettagli che trovavo arcani durante il tempo passato insieme.

Fai buona vita.

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