Una visione

Possente, questa la sola parola che era pensabile alla vista di quel colosso.

Nessun nome, nessun altro aggettivo utile a descriverlo. Era la possenza fatta persona, concreta, solida e inamovibile.

Davanti a Lui ero io, piccolo, banale, inerme, qualcosa di incorporeo a confronto, fluttuante di incredulità e sgomento. I Suoi contorni, nitidi al biancore del chiaro di luna, sfumavano e si perdevano, ingoiati dall’infinito del nero orizzonte.

Chi fosse…

…poteva sembrar lecito chiedere…ma in quel momento era la domanda più banale, perché lui ERA.

Chi fossi io, piuttosto, ne persi congnizione. In quell’istante, fuori dallo spazio e dal tempo, io non ero più me, ero Lui o non ero niente.

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