Attesa

Un treno gli fischiò davanti sferragliando lungo i binari.

Se ne stava seduto sulla panchina del binario 3 già da un po’.

Sedeva e pensava.

Pensava all’inverno trascorso, ai lunghi viaggi in treno che aveva affrontato con un piacere sempre rinnovato.

Rimpiangeva la spensieratezza di quegli attimi.

Aveva nostalgia del calore del convoglio, mentre fuori era gelo e tormenta.

Accolto nel ventre caldo di quel mostro di lamiera si sentiva al sicuro.

Una coppia gli passò davanti, diretta al sottopasso.

Lui continuava a sedere.

Lo sguardo basso era fisso ai cristalli di ghiaccio che si erano formati sulla banchina.

Faceva freddo.

Tanto.

Le gambe intirizzite gli suggerivano sarebbe stato meglio alzarsi e camminare un po’, ma non ne aveva intenzione.

Ormai non aspettava più alcun treno.

Non ne aveva bisogno. Se ne era convinto.

Il gelo gli era diventato amico e non ne soffriva più.

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