Pupazzo

Immoto, silente Pupazzo,
mi guarda con sguardo distratto,
mi porge un sorriso sereno,
percorso da attonita quiete.

Pupazzo dal cuore di spugna,
immobile effige di pelo,
le ossa ti hanno sottratto,
la spina dorsale rifatto.

Un ciuffo che cade distratto,
la gamba, di sbieco, posata,
riposi su un trono di leccio,
la polvere a farti lenzuolo.

Ma quanta mestezza si intende,
e quanta sapienza si posa
sul capo cucito da abile mano.

Con quanta coscienza ti ergi maestoso
leggero baruffo di inanime corpo.

Eppur nella mente mi passa saetta un cupo pensiero,
l’immagine lesta di te, o Pupazzo,
che spii li miei sogni nel cuor della notte,
mi inquieta parecchio
che stento non poco a prendere sonno.

Tanticchia irrequieto mi giro, rigiro,
aggiungo un sospiro, nel letto che implora riposo,
nel buio ti fisso, ti vedo, ti scruto, ti intendo,
non riesco a chiudere occhio.

Un pensiero riguardo “Pupazzo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...