Amoeba Life

I’d been looking through the glass, couldn’t find my own path.
I got lost, oh crazy fools, I’ve been training since grade school,
no one knew what was it for, neither I asked them nor they showed.
Seems so silly I didn’t know, I’ve been here without a goal.
“Should I stay or should I go?” doesn’t matter anymore.
Now I realize there is no point, no good ending there to spoil, this is just amoeba life, so come on, oh man keeps driving!

Schermata 2018-05-23 alle 09.58.30

 

Ragazzo Arcobaleno

A mezzanotte cessò il temporale, e smise di piovere.
Il cielo ora era velluto blu, ricamato di stelle.
Due figure sostavano in quella quiete, un vecchio e un ragazzo, sulla banchina, ombrelli chiusi in mano.
La stazione sembrava un santuario.

Quando i passi del vecchio ruppero il silenzio fecero molto rumore.
Il vecchio si avvicinò al ragazzo, con calma, e poi, rivolgendosi a lui, parlò a questo modo:
“Scusa ragazzo Arcobaleno, dimmi, in te si trova anche il rosso? ”

Incredibile a dirlo, il vecchio non parlava da 30 anni, a parte starnuti e sbadigli, nessun suono; quelle eran le prime parole che pronunciava, dopo tutto quel tempo.
Gli uscirono di bocca naturali e fluenti. Se ne meraviglio un po’.

A quella domanda, il ragazzo si voltò, aveva gli occhi grandi e profondi.
Attraverso quello sguardo il vecchio vedeva i colori dell’arcobaleno, che aveva dimenticato.
Così tanti temporali, in vita sua, ma poi gli arcobaleni non c’erano più stati.

Il vecchio nel ragazzo riconobbe sè stesso.
Avrebbe voluto abbracciarlo, ma quando il ragazzo aprì bocca, rivolgendosi a lui, disse così:
“Cacchio vuoi, vecchio rimbambito di m**** tornatene da quell’ospizio buco di c*** da dove sei scappato.”

Bambola

“La plastica non ha età, voglio avere la pelle di plastica, così potrò finalmente essere bellissima e non invecchiare…”

Così disse e così fece.

Diventò una bambola.

Se ne andava in giro, fiera, sfoggiando il suo nuovo involucro, come un paguro che avesse trovato una conchiglia coloratissima.

Tutte la additavano, giudicandola, male, invidiandola, nel profondo.

Tutte, in segreto, puntavano ad essere come lei, bellissime, bambole, inespressive, immobili, vuote, con la plastica al posto dell’anima.

 

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Io evolvo

“…riesci ad articolare pensieri più complessi del semplice: vado a fare la spesa, ho fame, devo fare la cacca??”.

“Al momento devo dire di no, sai…mi ci applico.”

Se qualcuno ti facesse notare che il tuo modo di esprimerti non va oltre la semplicità dell’apparato acquifero di una spugna marina allora tu ne andresti fiero perché le spugne marine esistono da milioni di anni.
A quel punto ammetteresti di star facendo un esperimento e continueresti per quella strada, la meno battuta.

Poliglotta di lingue ancestrali, batti sul petto e fai le bolle con la saliva, tutti ti prendono per pazzo ma non sanno che stai evolvendo.