Ragazzo Arcobaleno

A mezzanotte cessò il temporale, e smise di piovere.
Il cielo ora era velluto blu, ricamato di stelle.
Due figure sostavano in quella quiete, un vecchio e un ragazzo, sulla banchina, ombrelli chiusi in mano.
La stazione sembrava un santuario.

Quando i passi del vecchio ruppero il silenzio fecero molto rumore.
Il vecchio si avvicinò al ragazzo, con calma, e poi, rivolgendosi a lui, parlò a questo modo:
“Scusa ragazzo Arcobaleno, dimmi, in te si trova anche il rosso? ”

Incredibile a dirlo, il vecchio non parlava da 30 anni, a parte starnuti e sbadigli, nessun suono; quelle eran le prime parole che pronunciava, dopo tutto quel tempo.
Gli uscirono di bocca naturali e fluenti. Se ne meraviglio un po’.

A quella domanda, il ragazzo si voltò, aveva gli occhi grandi e profondi.
Attraverso quello sguardo il vecchio vedeva i colori dell’arcobaleno, che aveva dimenticato.
Così tanti temporali, in vita sua, ma poi gli arcobaleni non c’erano più stati.

Il vecchio nel ragazzo riconobbe sè stesso.
Avrebbe voluto abbracciarlo, ma quando il ragazzo aprì bocca, rivolgendosi a lui, disse così:
“Cacchio vuoi, vecchio rimbambito di m**** tornatene da quell’ospizio buco di c*** da dove sei scappato.”

Un pensiero riguardo “Ragazzo Arcobaleno

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