Vita sulla Terra

Il 27 febbraio 2020 fu il giorno in cui nacque l’essere umano perfettissimo, tutte le congiunzioni astrali erano a suo favore quando fu concepito. Era il più perfetto dei perfetti, nelle sue cellule nessuna traccia di DNA spazzatura, numerose copie del gene P53, enzimi telomerasi, capelli foltissimi, pelle scevra da nei e dorata come il grano al sole.

Questo essere bellissimo crebbe in una famiglia poverissima del Sud Italia. Tra sparatorie e zuffe di quartiere, Patullo, così si chiamava, si distinse per rettitudine e diplomazia già dall’infanzia e alla tenera età di 8 anni, senza mai aver ricevuto un’istruzione, decise di prendere e partire per vedere il mondo.

Si munì così dell’essenziale, una borraccia e qualche lenticchia in scatola, e prese a correre sulle sue gambe perfettissime.
Corse per mesi, poi per anni, nuotò per oceani profondissimi, valicò montagne altissime, attraversò deserti aridissimi e città popolatissime. Quando ebbe esplorato anche l’ultimo continente, finalmente si fermò.

Si trovava in Antartide, tra i pinguini. Era nudo ma non aveva freddo, anzi emanava calore grazie alla sua termoregolazione perfettissima, fatta di moltissimi mitocondri ed anche cloroplasti.
Lì, realizzò che, dopo aver visto il mondo, non si sarebbe accoppiato con nessuno di quegli esseri umani tanto simili a lui eppure così diversi. Così, tra i ghiacci, plasmò, dalla settima sua costola, un altro essere quasi uguale a sé a parte il fatto di essere di genere femminile. La prima donna perfettissima nacque già adulta, era bellissima con capelli fluentissimi e occhi di ghiaccio.

I due, da lì a poco, ebbero una prole, perfettissima anch’essa.
Era quella una famiglia che non conosceva sentimenti quali odio od invidia. I figli non furono mai mandati a scuola. Ignoravano così la storia, le scienze, la grammatica, i complementi oggetto e di specificazione, le equazioni di secondo ma anche quelle di primo grado. Vivevano tuttavia una vita felice, crescevano forti e belli, esseri umani, di fatto, somigliavano forse più alle bestie.

In giro, tra le persone non-perfettissime cominciarono a circolare voci, tante, sul loro conto; che fossero il risultato di un esperimento governativo atto a voler rimpiazzare il genere umano? Quando i perfettissimi attraversavano le città, tutti, intorno, li guardavano con disprezzo e sospetto. Ma i perfettissimi non conoscevano tali sentimenti.

Molti capi politici, cavalcando la cresta di quest’odio diffuso, promisero di prender provvedimenti contro i perfettissimi ottenendo consensi tra le genti. Il trattato Salviminik, redatto e firmato dalle massime cariche istituzionali mondiali, sancì definitivamente quanto segue: “È fatto assoluto divieto ai perfettissimi, et simila, di varcare e/o avvicinarsi troppo ai confini di Stato, qualunque sia lo Stato, e/o di infra-mischiarsi colle persone civili per nascita, civilizzate e/o civilizzantesi”.

Con il trattato Salviminik i perfettissimi furono così relegati a vivere nei posti più inospitali e desertici del pianeta, su montagne altissime, in crateri di vulcani attivissimi, in grotte profondissime, nel cuore di foreste nerissime. Alcuni svilupparono presto delle simil-branchie e si adattarono anche alla vita nel mare.

Essendo esseri perfettissimi vivevano benissimo comunque e ovunque. Si integrarono, anzi, così bene a quegli ambienti da diventare parte fondante dell’ecologia di quei posti, chiavi di volta delle catene trofiche che essi stessi crearono. Grazie a loro la vita conobbe nuova vita, e, in pochi decenni, avvenne un’esplosione di forme viventi mai vista prima, forse solo durante il Cambriano: salamandre irsute, echiuri volanti, sauropsidi mammiferiformi, cetacei villosi, elminti fucsia-fluo, pikaie a simmetria quadriangolaterale, ditteri con 20 paia d’occhi, piante somiglianti ad animali, animali somiglianti a piante, ma anche scettrovirus, muffe muggenti, funghi pollicinogeni, fagi fagofagi e molto altro ancora.
Un esercito di esseri così mostruosi agli occhi della gente comune da scatenare panico e apprensione ovunque.
In pochi mesi, dopo varie consulte, tutti furono d’accordo nel dichiarare guerra aperta ai perfettissimi.

Fu mobilitata, così, ogni forza militare, plotoni di soldati super-equipaggiati, contraerei, navi corazzate, carri armati, autoblindati, lanciarazzi, artiglieria leggera, artiglieria pesante; gli Stati Uniti si dissero pronti a sfoderare persino la bomba H, ma in verità non ce ne fu di bisogno. Non ci fu bisogno nemmeno dei lanciarazzi né degli autoblindati né dei super-equipaggiamenti, la guerra fu molto più facile di ogni previsione.
I perfettissimi, infatti, non combatterono, non reagirono per nulla, lasciarono che li si uccidesse senza alzare un dito. Alcuni addirittura furono trovati morti suicidi.

Sono così innocui e deboli, li avremo forse sopravalutati?”, si chiedevano i non-perfettissimi mentre continuavano a spargere sangue perfettissimo in ogni parte del mondo non civilizzato.

La verità è che nei perfettissimi era insita la relatività della vita sulla Terra ed anche della vita nella galassia, forse anche della vita nell’oltre-galassia. La loro evoluzione evolutissima li aveva portati a superare l’istinto di sopravvivenza interspecifica. Si lasciarono morire, uno ad uno, così, con una meta-visione di quel che sarebbe stato. Il gene egoista, in loro, aveva smesso di esser egoista. Quando ai TG fu diffusa la notizia della caduta dell’ultimo essere perfettissimo fu festa internazionale, tutti i popoli del mondo gioirono. Ma, come dice il proverbio (?), chi di gioia gioisce poi di gioia perisce.

Successe infatti che, con la scomparsa dei perfettissimi, le enormi nicchie ecologiche che essi in precedenza occupavano rimasero vuote. Questi vuoti provocarono la rottura dei vecchi equilibri trofici, alcune specie presero il sopravvento su altre, molte si estinsero, la biodiversità cadde a picco e, in poche decine di anni, le pochissime specie rimaste evolsero in creature gigantesche oltre l’immaginabile.

Erano, questi, esseri mostruosi, per davvero questa volta. Alcuni di loro raggiungevano i 40 metri di altezza e si avvicinavano ai 20 metri in larghezza. Dotati di esoscheletro corazzato, possedevano diverse paia di appendici, alcune locomotorie, altre prensili, altre ancora volte all’offesa. Non avevano niente di specializzato per la difesa, non ne avevano di bisogno. La voracità di questi super-predatori li spinse oltre i confini del trattato Salviminik, bramosi di carne umana.

Immaginate il panico tra la gente. L’apocalisse. La popolazione mondiale fu decimata, chi sopravvisse trovò rifugio in bunker sotterranei, alcuni costruiti alla meno peggio de novo, altri risalenti ai tempi della guerra mondiale contro i perfettissimi.
Le terre emerse, ora, erano abitate da questi enormi titani della natura, capolavori di adattamento biologico. Ci volle circa una dozzina d’anni perchè anche gli ultimi esseri umani, confinati a vivere sotto terra, esaurissero le provviste di cibo ed acqua. La razza umana si estinse ed iniziò un nuovo capitolo della storia della vita sulla Terra.

Senza titolo

Qualcuno potrebbe illudersi di vedere la luna dallo spioncino di una camera d’albergo, quando io ci vedo solo un corridoio in prospettiva distorta.

Guardo il cielo e vedo la luna.
Qualcun altro guarda il cielo e nella luna ci vede lo scorcio di una camera di un motel ad ore, il letto sfatto e umido di sudore, lacrime e sperma.

l’Orlando sulla luna non cercava il senno, che fingeva di aver perso.
L’Orlando sulla luna cercava oblio e conforto tra le mura di una stanza d’albergo.

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Stasera esco?

Stasera esco, non volevo uscire ma esco lo stesso.
Stasera esco e sarò fuori contesto.

Niente trucco.

Ai capelli la fascia, quella dello sport, quella sudata;
e poi la coda, storta, con l’elastico viola.

Abiti di casa, tuta comoda, marca “Pumas”, bucata sulla manica, presa al mercato, dai cinesi, 10 anni fa.

Scarpe da ginnastica vecchie, una volta bianche ora beige, senza lacci, con gli strappi, meglio se sporche, magari di cacca… cane o uomo è uguale, se la trovo, prima di entrar nel locale.

Stasera esco, scelgo un posto fighetto, completamente fuori contesto.
Non è un atto di protesta, è che stasera così mi passa per la testa, e forse un po’ protesta lo è.

Se mi rivolgi la parola, stasera, sarò sincera, ti dirò le cose come stanno, come penso.
Se mi chiedi qualcosa risponderò non alla domanda che mi fai ma a quella che non mi hai fatto.

Stasera esco e non me ne frega niente del resto, sono fuori contesto.

PS: Mi sa che non esco.