Una storia un po’ triste che non si sa come finisce.

Nacque con una predisposizione alla pelle grassa.
A 16 anni si riempì di pustole, un sacco di pustole su tutto il corpo, anche in faccia, anche sul naso, anche sulle orecchie, anche sulle palpebre degli occhi.
Ogni mattina si guardava allo specchio e vedeva un mostro. Smise di andare a scuola. Si vergognava. Andava in giro indossando la maschera di Batman di carnevale.
Si fece vedere da numerosissimi medici, esperti dermatologi, esperti gastroenterologi, psicoterapeuti e persino santoni. Si sottopose a numerosissime torture cliniche e rituali sanificatori. Niente da fare.

La situazione nel tempo non miglioró, anzi sembrava peggiorare sempre più.
Le pustole erano cronicamente infiammate, arrossate e gonfie. D’inverno gli tenevano caldo. D’estate invece era un dramma, gli prudevano e lui si grattava continuamente.
Giocava a pallone nel cortile della scuola, che aveva ripreso a frequentare, il sudore si mischiava al pus e poi si mischiava al sangue delle pustole che spurgavano per il tanto movimento. Alla fine della partita i vestiti erano intrisi di quella schifezza viscida. Si faceva ribrezzo da solo. Capiva gli altri quando preferivano non avvicinarsi a lui o isolarlo.

A 30 anni la situazione non mutò. Le pustole continuavano ad esserci, scoppiare e poi riformarsi, in più aveva guadagnato negli anni un sacco di cicatrici. Erano bianche e traslucide al sole.
Evidentemente la causa del suo problema non era ormonale come avevano ipotizzato alcuni in passato.
Evidentemente non era vero che con gli anni sarebbe guarito.
Evidentemente sarebbe rimasto un mostro per sempre.

La pelle gli si era ispessita a tal punto d’aver perso la sensibilità al tatto. Non gli importava.
Gli occhi erano piccoli, rimpiccioliti dalle cicatrici che si erano accumulate intorno alle palpebre.
Le labbra non erano rosee ma bianche, bianche come quelle di un cadavere.
È poi là sotto. Non si può dire. Probabilmente era sterile. Non gli importava visto che non avrebbe comunque mai trovato una ragazza.

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