Nudo

Nacqui nudo e piangente.
Crebbi, imparai a vestirmi e divenni reticente.
Sapevo vedere poco ma non era questione di miopia.
La mia vita era statica e impacciata.

Venne il tempo della crisi che fu una dolorosa benedizione.
In quel tempo vidi il fondo del bicchiere che prima d’allora era rimasto coperto.
Ricordai di quando ero nudo e mi era concesso piangere e ridere.

Mi sforzai di vedere lontano, volsi lo sguardo all’orizzonte, mi spogliai di tutto e mi misi in cammino. Cercavo qualcosa per cui valesse la pena morire.
Camminai a lungo.
Reimparai a ridere, reimparai a piangere.

Capii che quello che cercavo stava nel significato stesso di quel viaggio.
Camminai con passo più leggero.
La mia vita era ora intensa e piena.

Quando il mio corpo si ammalò rifiutai le medicine.
Continuai a camminare fino a che la morte non mi fermò.

Così…

E affamarono la popolazione per acquisire consenso generando false speranze all’insegna del “qualcosa sarà fatto”. E badarono bene a trascurare l’istruzione per crescere generazioni sempre più ignoranti, e raccontarono la storia come conveniva loro.Tagliarono finanziamenti alla sanità per creare disagio, per generare nuovi eroi e catalizzare l’attenzione verso i nuovi eroi e non fare accorgere di vecchi nemici.

E la capillarizazione della religione fece in modo di accollare a Santi e Madonne responsabilità e speranze di risoluzione, in molti si appellarono al magico e al divino. E la crisi costrinse famiglie a dover dipendere dai sussidi e a vedere lo Stato come benefattore. E furono creati nuovi orizzonti di cartone, mode, status symbol, obiettivi di mercato, e il popolo viveva per consumare e consumava per vivere. E gli oceani furono inquinati, le terre furono inquinate, l’aria fu inquinata. E ciò divenne benzina per creare nuovi Business. E la gente abboccò, molti sacrificarono la vita in ideali ecologisti. E fu instillato l’odio nelle masse attraverso scarico di responsabilità, gerarchie sociali, ruoli misti di aguzzini e vittime. E furono diffuse idee di complotti che funsero da capri espiatori in cui molti vanamente riversarono energie.

E fu il tempo in cui gli Stati chiusero i confini e la realtà si confuse e la propaganda politica oscurò le menti, il male non si distinse più dal bene. Furono limitate le libertà individuali in nome del benessere collettivo, il nazionalismo imperò. E la popolazione continuò a venir affamata per motivi ogni volta diversi, sempre legittimi, sempre condivisibili.

E venne il tempo in cui il terrore di un minaccia esterna costrinse le genti a casa. E la religione fu strumento per tenere a bada le genti. E la solidarietà fu inquinata da una spessa maschera di ipocrisia. E l’appello al senso di responsabilità civile contribuì all’ammansimento.
I figli se la presero coi padri e i padri coi figli. I valori, già corrotti, furono abbandonati del tutto. E fu un secondo Medioevo. Il sospetto, l’odio razziale, e non, esplosero, le genti si incolparono a vicenda, i vicini si incolparono a vicenda. Il numero di omicidi aumentò. Il numero di suicidi aumentò. E la classe politica confuse le carte, speculò e si arricchì a spese di un popolo confuso, intimorito e rancoroso.

E venne il tempo in cui i potenti si lasciarono prendere la mano, sadicamente. E si infierì sulla popolazione con tutti i mezzi a disposizione. E non ci fu più bisogno di giustificare le scelte ad un popolo troppo indebolito per avere la forza di reagire.
E si arrivò al punto in cui la popolazione fu completamente soggiogata e il potere completamente accentrato.

Quando non ci fu più nessuna possibilità di manovra, quando solo morte e disperazione imperavano, quando i soldi non poterono comprare più nulla, solo allora il Re si guardò allo specchio e vide che era rimasto nudo.