Masticare

Un pezzo di hamburger, un boccone. Se lo mise in bocca e cominciò a masticarlo. E non smise. Masticò la carne ma tra la carne ci stava la plastica, polietilene e PVC perlopiù. Masticò per anni la stessa plastica che non riusciva a sminuzzare e a mandare giù. Dimenticò di star masticando, pur continuando a masticare. A furia di masticare si consumò i denti, si infiammò il trigemino, e soffrì di emicree, emise ettolitri di saliva ogni giorno, sputazzava in giro saliva dal sapore di plastica, i succhi gastrici le procurarono ulcere e poi l’ernia iatale che le faceva ruttare acido. Neanche di notte smetteva di masticare, ché la plastica stava sempre lì, e doveva masticarla, c’aveva il bruxismo.
Era felice però di masticare. Guardava i TG e pensava che almeno lei c’aveva di che masticare.

Quando, successe, le andò di traverso ciò che stava masticando, credette di soffocare, ma non soffocò, riuscì invece ad inghiottire finalmente la plastica.
Non ebbe più nulla da masticare, smise così di masticare. Pensò subito che doveva trovare qualcos’altro da masticare, che non doveva farsi vedere in giro così, senza masticare. Pensò che fosse difficile trovare qualcosa da masticare che fosse durevole come la plastica che fino ad allora aveva masticato. Aspettò quindi di andare in bagno, andò di corpo e fu felice di tornare a masticare la stessa plastica che fino ad allora aveva masticato.

Compleanno

Mamma m’ha regalato 100€ per il mio compleanno, dice con quei soldi dovrei sistemarmi, comprarmi una bici col bonus di Conte, chessó, dice tante cose lei. È saggia, di una saggezza antica, di quelle che ti fan venire la nostalgia vintage.
Io con quei soldi ci faccio che non ci faccio niente, li metto da parte, tipo sotto il cuscino e poi aspetto che la fatina mi lascia la monetina e poi la monetina la metto in quegli aggeggi tipo anni 80 che giri la rotella e ti esce fuori la ciuingam grossa grossa, tonda tonda. E mi mastico una cicca che sa di vintage. Spero esce blu.

Ho la testa che esplode oggi

Ho la testa che esplode oggi, non riesco a pensare, non voglio pensare, la realtà mi confonde.
Non riesco a. Devo fare uno sforzo immane per. Dimostrare di.
Assumo il comportamento, assumo la forma.
Finzione.
Non chiedere la mia opinione, ti prego, risparmiami.
Vorrei non dover prendere posizioni.
Vorrei non dover avanzare giudizi.
Vorrei non proferire più parola.
Vorrei non volere, più nulla, vorrei stare, ad osservare, prendere atto di quel che accade, evitare di interagire, vorrei non essere parte di, vorrei concedermi di essere estranea al mondo. Almeno per un po’. Almeno per oggi.
Ma l’oggi è già domani.