Andrà tutto bene

La brezza fresca della sera che veniva dalla campagna incontrò un uomo, alla periferia di una grande città. L’uomo se ne stava seduto a gambe conserte, braccia conserte, a lato del marciapiede, indossava un impermeabile scuro e un cappuccio con la visiera che gli copriva il volto.

Chi era? Con molta probabilità un senzatetto.
Poco importava, era un uomo e in quanto uomo era un peccatore, magari era anche un gay, in ogni caso colpevole. Questo fu quello che pensò Calogero Schifosetti, impiegato alla Volgh&Co quando decise di riversare tutta la rabbia che aveva repressa in corpo contro lo sventurato.

Dall’altro lato della strada, nello stesso momento, si trovava a camminare Luigi Sacconi, che vide tutta la scena; vide Calogero, un omone sproporzionato, verosimilmente acromegalico, che, prendendo la rincorsa, si scagliava con violenza inaudita contro un senzatetto con l’impermeabile.

Raffiche di calci e pugni furono menate così furiose che l’uomo con l’impermeabile era un burattino disarticolato sbatacchiato in tutte le direzioni.
Questa furia andò avanti senza accenno a smorzarsi. Andò avanti per minuti, forse per quarti d’ora, forse per un’ora, Luigi Sacconi non seppe bene dire.

I tentativi del senzatetto di difendersi erano tanto ciechi e inefficaci da sembrare i movimenti di un burattino a cui un ubriaco sta tirano i fili.

Finalmente il burattino smise di dimenarsi, cadde come un sasso al suolo, privo di sensi, ma questo non frenò la rabbia di Calogero Schifosetti. Continuò a picchiare il corpo inerme e a picchiare forte, se possibile più forte di prima. Il marciapiede era ora un lago di sangue e lividume.

Luigi Sacconi, dall’altro lato della strada, assistette all’intera scena immobile, pietrificato da tanta brutalità. Quando realizzò di dover fare qualcosa, l’impellenza lo attanagliò e fu preso dal panico. Di primo acchito pensò di chiamare la polizia o i soccorsi ma poi decise che non c’era tempo da perdere.

Luigi Sacconi, Don Luigi, detto anche Don Gigi, tirò un respiro profondo, si inginocchiò e, giunte che ebbe le mani, prese a pregare con intensità e devozione. Pregò per l’anima di quel senzatetto, pregò che potesse finalmente trovare pace nell’alto dei cieli. Poi, iniziò a pregare anche per quell’altro uomo violento, pregò affinché si pentisse e fosse redento.

Andrà tutto bene.