Quest’inverno

A terra, pulviscolo bianco si confonde
con le cicche sputate dai ragazzini, dal cavalcavia, sulle macchine.

Tettucci bianchi ricoperti di neve. È Natale e fuori piove.
Una Mercedes grigia sul vialetto di casa non si muove.
Soltanto la notte rimane oltre i vetri, appannati.
Respiri pesanti di vino e spezie.
Qualcuno bussa alla porta, ma viene da fuori e non lo fai entrare. Conservi il calore per un altro inverno.

Che ore sono

Gli orologi non si usano più, ci sono i cellulari.
Io ho un cellulare che segna sempre l’ora sbagliata, così non so mai che ore sono.

Da quando ho iniziato ad indossare il vecchio orologio di mio nonno, che ho trovato giù in cantina, so sempre che ora è.
Anzi, non posso fare a meno di controllare CONTINUAMENTE che ora è.

Anche adesso.
Sono le 12:38.

Maledetto orologio.
Sono le 12:39, in questo momento.

Ma il momento è già passato.
Son già le 12:40.

È chiaro che il tempo, vissuto da mio nonno, era vissuto come prigionia.
Così ho smesso di indossare l’orologio di mio nonno.

Il mio cellulare continua a segnare l’ora sbagliata. Non voglio sapere che ore sono.