Cronache da quarantena

Sono stata a guardare una capra che brucava l’erba.  Ho guardato la capra per molto tempo, non pensando a niente, neanche alla capra.
Tanto fissamente e a lungo l’ho guardata che dopo un po’ non ho più visto nessuna capra.

Poi, con la coda dell’occhio ho notato un signore. Camminava nella mia direzione. Si è fermato a qualche metro da me. Si è messo anche lui a guardare la capra.

La guardavamo entrambi.

Dopo un po’, il signore ha detto: “è una capra proprio grossa, vero? Guardi come è bella pienotta! Secondo lei è incinta?”.

Per rispondergli mi sono chiesta se quella capra fosse una capra pienotta, come diceva. Ho replicato che in effetti sì, aveva i fianchi larghi ed era probabile fosse incinta.

Poi ho pensato che tutto il tempo che ero stata lì, prima, a guardare la capra, non lo avevo notato.

Mentre pensavo questo, ho buttato lo sguardo in giro per il recinto e ho constatato che, tra gli animali, quella sembrava essere l’unica capra.

Ho domandato: “ma è l’unica capra?”
Il signore ha risposto che sì, pareva essere l’unica capra. Ha poi aggiunto: “ha proprio dei bei colori.”

Ho guardato i colori della capra e ho pensato mi sembravano dei colori da capra normali, né belli né brutti. Ho comunque concordato che la capra aveva proprio dei bei colori.

Poi il signore mi ha salutato e io l’ho salutato.

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