23 Dicembre

Sul collo l’impronta di una mano, l’ugola fatica a deglutire mentre intorno le luci sfavillano.
La violenza di un abbraccio ostentato mi rimbomba nella testa. Volti inespressivi riflettono vetrine e il muro dell’incomprensibilità si stende pietoso. La fiducia è persa in un oceano di sorrisi posticci che violentano l’anima; mani senza occhi.
La brutalità del mondo è all’ordine del giorno, una zuppa amarissima dolcificata all’aspartame.

La doccia

…è come quando hai voglia di fare una doccia ma non hai voglia di fare quello che viene dopo la doccia.
Non hai assolutamente voglia di metterti l’accappatoio, asciugarti i capelli, metterti il deodorante, vestirti…
Così fai la doccia e poi, visto che non hai voglia di fare quelle altre cose lì, che fai?! Non le fai. Esci dalla doccia nudo e ti butti sul divano. Che poi capisci che ti dà fastidio la pelle bagnata contro il divano in pelle e i capelli fradici si appiccicano dappertutto e ti si appiccicano sulla schiena e te non li sopporti. Allora, d’impeto, ti butti sul tappeto in salotto, e per asciugarti ti ci giri e rigiri strofinandoti come un cane. Poi pensi che il tappeto è pieno di polvere e ti senti tutta la polvere addosso, e probabilmente hai addosso anche acari e altri insetti che vivono nei tappeti. E allora ti viene voglia di fare una doccia e ti fai un’altra doccia e questa volta fai anche tutte le altre cose dopo la doccia. Ti metti l’accappatoio, ti asciughi i capelli, metti il deodorante, ti vesti…