Stanca

Piango. Forse perché sono stanca. Stanca di affermare ciò che ho scelto di essere nel mondo. Ciò richiede molte energie e a volte mi sembra di violentarmi e violentare.

Domenica parto. Faccio un viaggio, lontanissimo. Ci sto per un po’.

Sarò libera di morire e morirò. Morirò forse più di una volta. Me lo auguro.

Se mi incontrerai in questo tempo son sicura che ci capiremo.

Io avrò abbandonato le resistenze, in me ti potrai riconoscere e specchiare.

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A volte mi sento molto sola quando non sono sola. Non vedo l’ora di poter stare un po’ da sola.

Viaggiare

Aveva viaggiato a lungo ed era stato così profondamente lontano da sé che non aveva potuto poi fare ritorno.

Era stato il geko sul muretto, la brina del mattino, il silenzio della sera, il sasso sul sentiero.

Aveva respirato a fondo ogni cosa ed ora non era più lui. Non era più Alberto Cazzaniga, figlio della stimata Signora Maria e dell’illustre Avvocato Cazzaniga.

“Ho lasciato andare tutto. non stringo più niente”. Mi confessò un giorno.

“Sei felice?”. Gli chiesi.

“Son felice se tu sei felice”. Rispose.

Il vaccino

Stamattina ho fatto la prima dose vaccino Pfizer.

Sapendo di doverlo fare, sabato sera chiedo ad un amico di darmi un pugno sul braccio dx, gli indico bene dove tirare il pugno, gli dico che è importante, di tirare forte.

Il giorno dopo mi guardo allo specchio, sul braccio ho un ematoma, sono soddisfatta. Quel livido sarà il bersaglio dell’ago del vaccino!

Stamattina, in sede di vaccinazione, l’infermiera mi dice di scoprire un braccio.
Sono indecisa, il livido mi fa male. Penso che forse è meglio non infierire, così scopro l’altro braccio, il sx.

La puntura neanche la sento.
A distanza di qualche ora, il braccio vaccinato mi duole nel punto dell’ago. Duole come avessi un ematoma.

Mi fanno male entrambe le braccia, alla stessa maniera.

Qualcosa

Dopo tanto sudore, lotta e fatica giunsi infine in cima. Mi fermai e guardai intorno. Potevo vedere tutto e vedevo tutto.
Inaspettatamente fui invaso da un fortissimo calore, non opposi resistenza.
Mai prima di allora mi era successo di provare qualcosa di simile.
Bruciavo di energia vitale.
Pensai che se ci fosse stato qualcuno lì, sicuramente avrebbe visto tutto quel calore espandersi e irradiare da me, tanto lo sentivo potente e concreto.
Il calore era così forte che senza preavviso si trasformò in un pianto, un pianto liberatorio, che solo Dio sapeva capire. Piangevo per la troppa bellezza, piangevo per la libertà di corpo
e spirito che lì avevo raggiunto. Avrei potuto morire che non mi sarebbe importato.

Ho la testa che esplode oggi

Ho la testa che esplode oggi, non riesco a pensare, non voglio pensare, la realtà mi confonde.
Non riesco a. Devo fare uno sforzo immane per. Dimostrare di.
Assumo il comportamento, assumo la forma.
Finzione.
Non chiedere la mia opinione, ti prego, risparmiami.
Vorrei non dover prendere posizioni.
Vorrei non dover avanzare giudizi.
Vorrei non proferire più parola.
Vorrei non volere, più nulla, vorrei stare, ad osservare, prendere atto di quel che accade, evitare di interagire, vorrei non essere parte di, vorrei concedermi di essere estranea al mondo. Almeno per un po’. Almeno per oggi.
Ma l’oggi è già domani.

Nudo

Nacqui nudo e piangente.
Crebbi, imparai a vestirmi e divenni reticente.
Sapevo vedere poco ma non era questione di miopia.
La mia vita era statica e impacciata.

Venne il tempo della crisi che fu una dolorosa benedizione.
In quel tempo vidi il fondo del bicchiere che prima d’allora era rimasto coperto.
Ricordai di quando ero nudo e mi era concesso piangere e ridere.

Mi sforzai di vedere lontano, volsi lo sguardo all’orizzonte, mi spogliai di tutto e mi misi in cammino. Cercavo qualcosa per cui valesse la pena morire.
Camminai a lungo.
Reimparai a ridere, reimparai a piangere.

Capii che quello che cercavo stava nel significato stesso di quel viaggio.
Camminai con passo più leggero.
La mia vita era ora intensa e piena.

Quando il mio corpo si ammalò rifiutai le medicine.
Continuai a camminare fino a che la morte non mi fermò.

Corona

Ero a far fare pipì a Lulù dietro casa, a cinquanta metri un signore moltomolto magro e moltomolto anziano, avrà avuto sui 90 anni, con un labrador a guinzaglio.
Penso: “un anziano come lui dovrebbe stare a casa”.
Penso: “un anziano come lui non dovrebbe andare in giro con un labrador da 70 kg al guinzaglio”.

Il mio cane vede il labrador e vuole andare da lui. Anche il labrador comincia a tirare. Ho paura faccia cadere il vecchietto.
Così smollo il guinzaglio a Lulù e mi avvicino un po’.
I due cani si incontrano e sono contenti.
Il vecchietto si avvicina.

Penso: “cacchio, è davvero vecchissimo, se c’ho il virus rischio di contagiarlo…”
Il vecchietto si avvicina un altro po’, vuol fare conversazione e io: “mi scusi, non mi avvicino tanto, sa per quella storia del virus…”
Il vecchietto cambia espressione e dice: “Va bene, ciao…”. e se ne va.
E io, cercando di rimediare: “dai, ci si becca dopo la quarantena, buona giornata”.

Mi son sentita una merda.
Poi ho pensato che quel vecchietto probabilmente vive da solo, probabilmente lontano dai figli.
Mi son sentita doppiamente una merda.

La crociera

Fin da piccolo il mio sogno era andare in crociera.

I miei genitori mi ripetevano sempre che se mi fossi impegnato a scuola sarei potuto andare in crociera. Così studiavo tanto ed ero molto bravo, il primo della classe.

Pensavo alla crociera.

Dopo le scuole frequentai un tirocinio,
Pensando alla crociera.

Dopo il tirocinio feci un master,
Pensando alla crociera.

Dopo il master lavorai un periodo come stagista,
Pensando alla crociera.

Dopo lo stage finalmente trovai un lavoro ben pagato,
Per pagarmi la crociera.

Mi informai, pare che le crociere siano molto più godibili se fatte insieme alla famiglia.

Così misi su famiglia,
Per andare in crociera con moglie e figli.

Quest’estate finalmente sono andato in crociera.

Non so cosa mi aspettassi.
Sono rimasto deluso.
Molto deluso.
Indicibilmente deluso.

Ora, mentre guardo l’acqua scura sotto di me, trovo il coraggio di compiere l’ultimo balzo
Pensando alla crociera.

T’ho lasciato

Venivi dal Nord.
Ti vedevi spirito libero, mentre io ti vedevo incatenato.
T’ho conosciuto per caso e di me ti sei innamorato.
Cercavi autenticità.

M’hai detto: “in te vedo ciò che cerco sempre, da sempre.”
Ma non sapevi niente.
Pure io non sapevo niente.

Sta di fatto che t’ho lasciato.
T’ho lasciato malamente, dopo averti a lungo baciato.

Davvero, non so ancor’oggi cosa sia capitato.