Scritto nel 2015

Il cielo sopra la tua testa, il terreno sotto i tuoi piedi, nulla è stravolto.
L’aria ha un odore che ti aspetti,
le delusioni le conosci, le gioie anche,
non attendi sorpresa, il velo di Maya è stato svelato.

Mano a mano tutto acquisisce lo stesso sapore,
il rumore di fondo si fa sentire, monotono.
E impari a svincolarti dai sensi.

Come un osservatore osserverebbe la vita di un animale in gabbia,
tu osservi la tua.
Conquiste e sconfitte, paura, dolore, gioia ed esaltazione, li osservi passare,
ieratico e inamovibile, nell’accettazione del tuo essere quel che sei.

L’impalpabile intuizione della trama che sostiene la vita.

T’ho lasciato

Venivi dal Nord.
Ti vedevi spirito libero, mentre io ti vedevo incatenato.
T’ho conosciuto per caso e di me ti sei innamorato.
Cercavi autenticità.

M’hai detto: “in te vedo ciò che cerco sempre, da sempre.”
Ma non sapevi niente.
Pure io non sapevo niente.

Sta di fatto che t’ho lasciato.
T’ho lasciato malamente, dopo averti a lungo baciato.

Davvero, non so ancor’oggi cosa sia capitato.

Senza titolo

Qualcuno potrebbe illudersi di vedere la luna dallo spioncino di una camera d’albergo, quando io ci vedo solo un corridoio in prospettiva distorta.

Guardo il cielo e vedo la luna.
Qualcun altro guarda il cielo e nella luna ci vede lo scorcio di una camera di un motel ad ore, il letto sfatto e umido di sudore, lacrime e sperma.

l’Orlando sulla luna non cercava il senno, che fingeva di aver perso.
L’Orlando sulla luna cercava oblio e conforto tra le mura di una stanza d’albergo.

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Rumore

Un padre si desta nel sonno, gronda sudore, sta male, si accascia sul pavimento del suo monolocale, lo stesso in cui ha cresciuto i suoi figli, e lì muore.

Un cane consola un bimbo che piange per strada.
La madre se ne accorge e caccia il cane a pedate.

Mia nonna respira a fatica, ansima, cerca di farlo piano per non svegliare la giovane badante nella stanza accanto.
La giovane badante non dorme, scrive malevolmente dell’anziana signora in chat col fidanzato, lontano.

In Africa milioni di bambini nascono con l’HIV nel sangue.
In America milioni di bambini crescono viziati e predisposti all’obesità.

Un viandante, dopo aver camminato per due giorni e una notte, ferma il passo, riposa, è stremato, si sente bene.
Ha lasciato la famiglia a casa, per sentirsi bene,
si sente egoista.

L’oceano, di notte, è un gigante placido e buono, tra le sue onde trova finalmente pace un uomo sfortunato.

La madre osserva il figlio, in modo miope,
nel figlio vede nient’altro che l’alone sfumato di quello che lei è.

In una clinica bambini vivono, legati a tubi e macchinari.
In Svizzera un ragazzo muore, accoglie in vena l’eutanasia che aspettava da 18 mesi.

Donne vengono stuprate, in varie parti del mondo.
Uomini si fanno esplodere, altri sono venduti come schiavi.

La luce di un tramonto ispira un poeta a scrivere versi malinconici,
e due giovani amanti a scambiarsi il primo bacio.

Su di un barcone, in mare, una madre dà vita ad un figlio,
poco dopo muoiono, entrambi.
Sull’Isola dei Famosi, gente patisce la fame, ma per finta.

Un naturalista è ispirato dalla natura ai suoi studi.
A Nord, la mattanza delle foche legittima la violenza agli occhi dei bambini che assistono.

E noi? Dai, almeno per un attimo, rimaniamo in silenzio e muoviamoci piano che tutto questo fa già tanto rumore

Ho preso una pausa

Ho preso una pausa da tutto, dalle necessità, dai bisogni, dai desideri.
Alla fine solo gli occhi mi son rimasti.
E con soltanto gli occhi ho guardato.

Ho guardato la gente, che non aveva occhi,
e dentro gli occhi di qualcuno ci ho visto i miei, di occhi.

Poi sono uscita, era estate, in alto c’erano le stelle, e mi sembravan vicine;
lontano, ho visto un capannone con la scritta “giocattoli” all’ingresso.

E poi con gli occhi ho parlato, ma non ero io a parlare;
e poi con gli occhi ho toccato, ma non ero io a toccare;
e poi con gli occhi ho rubato un sacco di cose, che ho riposto da qualche parte
e non so dove, ma so che ora quelle cose mi appartengono.

Con gli occhi ho visto i gatti, sui tetti;
oltre i tetti ho visto il freddo e il fumo,
ma non avevo freddo anche se il mio corpo tremava.

Era inverno, ho notato crepe, sulle mie mani,
mi son chiesta se le avessi pure in volto,
ma quei momenti non avevano viso, né bocca, né sorriso né pianto.

Ho abbassato lo sguardo sulle foglie morte ai miei piedi,
le ho osservate per bene, e ho capito che erano le mie, di foglie, ed io, albero spoglio, stavo guardando me stessa, lì, in terra.

Nebbia

Fuori dalla finestra, vedo l’erba e le siepi e qualcuno che fa i complimenti per fare un altro passo, giù da un balcone.
Dentro la finestra c’è la nebbia che è entrata da fuori.

Di posti così ne trovi veramente pochi perché quasi nessuno sa come far entrare l’umidità.
“Sei umido”, mi dicevano, ma erano loro che erano troppo secchi, in testa li portavano, i secchi, e se ne andavano in giro così, senza veder nulla.

Il nero qui da me è soltanto dentro, finché non accendo la luce, poi diventa grigio.
Il sole fuori colora i gigli e le piante
dei piedi conficcate nel terreno
molle, come un ventre che accoglie un figlio
illegittimo.

Mi muovo con questa consapevolezza mentre la nebbia entra e io la lascio entrare.
Di fuori, gli scoiattoli saltano i fossi, per il lungo e,
mentre una libellula cerca di accoppiarsi con un libellulo, io accoppo un’idea per farne la biopsia e decidere poi che era cattiva idea.

La nebbia, qui, è ora fitta, con un grissino ne taglio un po’ per assaggiarla, sa di nuvole.
Entro in una nuvola, mi bagno,
nel bagno le mattonelle lisce di ceramica diventano scivolose,
scivolo e mi diverto,
cado,
dalle nuvole
in terra,
e sono di nuovo
asciutta.

Amoeba Life

I’d been looking through the glass, couldn’t find my own path.
I got lost, oh crazy fools, I’ve been training since grade school,
no one knew what was it for, neither I asked them nor they showed.
Seems so silly I didn’t know, I’ve been here without a goal.
“Should I stay or should I go?” doesn’t matter anymore.
Now I realize there is no point, no good ending there to spoil, this is just amoeba life, so come on, oh man keeps driving!

Schermata 2018-05-23 alle 09.58.30